Capitolo 21 – Marilyn Manson / This Is Halloween

Ahimè mi sono piegato anche io a questa festa senza senso almeno per noi europei; ricordo ancora quando il primo novembre era semplicemente ognissanti e andavamo in noiose processioni al cimitero a trovare i parenti deceduti che non avevamo mai conosciuto. Agli occhi di un bambino più della paura era la noia che dominava.

Da ormai troppi anni fra feste e “dolcetto o scherzetto” siamo stati contagiati e uno dei virus che ha aiutato questa cosa a nascere è stato senz’altro Nightmare Before Christmas, ottimo film d’animazione del 1993 di Tim Burton che è rapidamente diventato un film di culto sia per l’accuratissima tecnica usata (lo stop motion), sia per il carisma del protagonista e per la splendida colonna sonora composta da Danny Elfman, pluripremiato compositore specializzato in film e storico collaboratore di Burton.

La versione italiana della colonna sonora regge il confronto con l’originale, anche grazie a un quasi irriconoscibile Renato Zero che doppia Jack Skeletron e interpreta in maniera coerente le canzoni.

Il film si apre con un tetro cimitero accompagnato da una canzone meravigliosa, This Is Halloween, che ha un impatto devastante con le sue immagini di mostri, scheletri e vampiri ed è proprio la Canzone Laterale che sentiremo oggi.

Per la riedizione in 3D del 2006 la colonna sonora venne arricchita con cover di artisti fra cui Marilyn Manson, discusso cantante e frontman dell’omonimo gruppo.

Nasce un brano semplicemente perfetto: atmosfera, interpretazione e arrangiamenti sono riusciti a mescolarsi in maniera efficace non facendo mancare un pizzico di ironia.

A mio modesto parere il brano supera l’originale: Manson non è nuovo alle cover, infatti i suoi brani più famosi sono proprio interpretazioni in chiave industrial metal.  

Buon ascolto da Musica Laterale!

Capitolo 20 – Micah P. Hinson / Beneath The Rose

Oggi trattiamo di un artista che è a mio parere ingiustamente sottovalutato, Micah Paul Hinson.

Dal passato travagliato, vuoi per la sua dipendenza da alcool e droghe (ormai superata da tempo) vuoi per la nazione in cui è cresciuto, il bigotto e razzista Texas, mette in parole e musica tutta la sua rabbia e frustrazione.

Torniamo al 2014 quando esce l’album di esordio quando ha ancora problemi con droga e depressione; un debutto davvero notevole, Micah P. Hinson and the Gospel of Progress. Ha un impatto fortissimo ed immediato la particolare voce roca, quasi fosse un vecchio cowboy che é sopravvissuto a chissà quante avventure, e riconducibile per fare un paragone molto (molto eh) scomodo all’ultimo Bob Dylan.

Nonostante il brano sia il più ascoltato dell’artista lo faccio entrare di diritto nella nostra playlist Laterale in quanto ha ingiustamente poca visibilità; me ne sono letteralmente innamorato al primo ascolto grazie una storia di Instagram vista distrattamente che mi ha cambiato la giornata. Spero di fare altrettanto con qualcuno di voi!

Buon ascolto da Musica Laterale!

Capitolo 19 – Pink Floyd / Jugband Blues

I Pink Floyd sono uno dei più importanti gruppi musicali di sempre; le lunghe introduzioni dei brani e le ricche produzioni fanno catapultare l’ascoltatore in un mondo parallelo e sembra che il peso specifico di ogni nota sia più pesante rispetto ad ogni altra canzone.

La storia del gruppo è travagliata e come in tutte le grandi band hanno avuto momenti difficili, separazioni, parziali riappacificazioni e una parola fine non ci sarà mai in quanto la loro musica vivrà ancora a lungo.

Il gruppo che tutti noi conosciamo è composto dal padre-padrone Roger Waters, David Gilmour, Nick Mason e Richard Wright ma il fondatore e leader (seppur per un breve periodo) è Roger Keith Barrett, detto Syd, dapprima affiancato e poi sostituito da Gilmour a causa della sua instabilità mentale provocata anche da abuso di LSD.

Syd Barrett ha scritto quasi tutti i brani di The Piper At The Gates Of Dawn, un esordio col botto in quanto è considerato un vero e proprio capolavoro di psichedelia e fonte d’ispirazione per le generazioni future. Con il passare del tempo però la stabilità mentale di Barrett peggiora fino al punto di essere allontanato definitivamente dal gruppo; il secondo lavoro, A Saucerful Of Secrets, pur rimanendo coerente con le atmosfere del precedente, è più corale in quanto tutti i componenti del gruppo (Gilmour compreso) scrivono i brani. L’ultima traccia del lavoro che trattiamo oggi è Jugband Blues, composta dal solo Barrett, che rappresenta in qualche modo la sua eredità spirituale. Il brano è piacevole ma senza struttura ed il testo è frutto di un viaggio psichedelico nella sua complicata mente. Tanto per dare un’idea il testo recita così:

È molto premuroso da parte sua pensare a me in questo caso

e ti sono molto grato per aver chiarito

che non sono lì

e non sapevo che la stanza potesse essere così grande

e non sapevo che la stanza potesse essere così blu

e ti sono grato per aver buttato via le mie vecchie scarpe

e mi hai portato qui vestito di rosso

Roger Waters fu così segnato e si sentì così in colpa ad aver allontanato dal gruppo il suo fondatore che compose la bellissima Shine On You Crazy Diamond. Successivamente al suo abbandono Syd si fece vivo solo una volta dopo diversi anni, esattamente il 5 giugno del 1975, mentre i Pink Floyd stavano registrando l’ album Wish You Were Here. Nessuno lo riconobbe: pelato, con 40 chili in più e con dei vestiti malmessi, quando capirono che era proprio lui tutti rimasero semplicemente sconvolti. Le strade fra Syd ed i Pink Floyd non si incrociarono più da quel momento, resta solo l’amarezza di aver perso per sempre quel diamante pazzo.

Buon ascolto da Musica Laterale!

Capitolo 18 – 883 / Lasciala Stare

Correva l’anno 1992, avevo 12 anni e gli 883 sono stati la colonna sonora delle estati di prima e seconda media. Iniziai ad approcciare la musica con le prime esperienze senza i consigli genitoriali grazie a Max e Mauro, migliori amici e figli della provincia che hanno rappresentato in maniera cristallina le sfighe e le vicende che ogni giovane degli anni ’90 ha più o meno affrontato. Hanno Ucciso L’Uomo Ragno è stato un colpo di fulmine: testi semplicissimi, storie sicuramente banali ma nelle quali centinaia di migliaia di persone si sono sentite rappresentate al 101%.

Come brillantemente raccontato dallo splendido sito Orrore A 33 Giri  che ha definito Lasciala Stare la canzone più surreale degli 883, uscita una manciata di anni dopo con un’edizione speciale dell’album contenente inediti e remix molto, molto tamarri. Con i miei amici l’abbiamo ribattezzata “la canzone dello uzi”, una mitragliatrice con la quale il nostro Max minaccia un ragazzo per difendere la sua donna. Il tutto stona meravigliosamente con tanti altri brani nei quali è inopportuno e perdente in praticamente tutte le situazioni ma tant’è. Pura poesia.

PS: in pratica gli 883 hanno involontariamente anticipato i tempi di trent’anni, coprendo con questo brano il 90% dei “temi” trattati da quel cancro della musica trap. Chapeau.

Buon ascolto da Musica Laterale!

Capitolo 17 – Georg Philipp Telemann / Adagio del Concerto in Re maggiore per tromba, archi e basso continuo

Musica da camera laterale? Com’è possibile? Facciamo ordine.

Fabrizio De André è uno dei più celebri ed influenti cantautori italiani. Pacifista, anarchico, nelle sue canzoni racconta gli ultimi, gli emarginati, i perdenti; di scuola genovese, nei trent’anni di attività dal 1966 ci ha regalato capolavori immortali che tutti conoscono o dovrebbero conoscere.

C’è davvero poco da aggiungere per descrivere Faber, vorrei quindi soffermarmi su una delle mie preferite di sempre: La Canzone Dell’Amore Perduto.

“L’amore che strappa i capelli è perduto ormai – non resta che qualche svogliata carezza – e un po’ di tenerezza”

E’ una triste, lucida e matura riflessione su una storia d’amore ormai consumata che lascia nonostante tutta l’amarezza di una separazione la speranza di un futuro amore nuovo.

La Canzone Laterale che propongo non è questa, ovviamente troppo famosa per entrare nella nostra lista, ma dobbiamo tornare a circa duecento (!) anni prima dove l’organista tedesco Georg Philipp Telemann compose l’Adagio del Concerto in Re maggiore per tromba, archi e basso continuo. Ascoltate la linea del violino principale e chiudete gli occhi: non notate nulla di familiare? Esatto, De André recuperò questa triste e splendida melodia alleggerendola, impreziosendo il tutto con lo struggente testo. Capolavoro.

Buon ascolto da Musica Laterale!

Capitolo 16 – Кино / Хочу  Перемен

Cosa sappiamo della musica sovietica? Inno a parte, sopravvissuto con il testo riveduto e corretto anche ai giorni nostri, e il mitico coro dell’Armata Rossa davvero poco.

Tralasciando la politica che a noi proprio non interessa, gli anni ’80 sovietici sorprendentemente sono simili ai nostri: il mondo era diviso in due e i mondi paralleli hanno avuto per la musica alcuni punti in comune, come nel nostro caso il punk rock e la voglia di un mondo migliore.

I Kino, gruppo capitanato da Виктор Робертович Цой (traslitterato Viktor Robertovič Tsoi), sono la massima espressione del rock sovietico degli anni ’80 che non ha nulla da invidiare alle controparti anglosassoni o statunitensi; si sono formati a Leningrado (oggi San Pietroburgo ma per qualche mistero di codici internazionali l’aeroporto cittadino è ancora oggi chiamato LED) e hanno coperto prima con punk poi con rock sempre più sofisticato e prodotto con più cura tutti gli anni ’80 per poi sciogliersi ufficialmente nel 1990 a causa della tragica scomparsa di Tsoi a soli 28 anni, vittima di un incidente stradale ma voci dicono sia stato assassinato addirittura dal KGB, la terribile polizia segreta sovietica, per le sue posizioni politiche e forse anche per il il brano Хочу  Перемен (Hochu Peremen, ovvero Voglio Cambiamenti, un grazie alla pagina Instagram russisti anonimi per la traduzione!) divenuto un vero e proprio inno della morente Unione Sovietica. I Kino e la loro musica furono uno specchio della realtà sociale dei giovani che subirono da lì a poco cambiamenti radicali nella loro società. Per capire l’importanza del gruppo possiamo considerare il carismatico Tsoi un ibrido fra Bob Dylan, Jim Morrisson e Curt Kobain per non fare paragoni scomodi.

Dopo questo doveroso preambolo il brano scelto, che alle nostre orecchie occidentali è semi sconosciuto ma famosissimo da Mosca a Vladivostok, è proprio Хочу  перемен

Buon ascolto da Musica Laterale!

Capitolo 15 – John Lennon / Meat City

Per quello che sarebbe stato l’ottantatreesimo compleanno celebrato proprio ieri torniamo a parlare di John Lennon.

Nella sua (purtroppo) breve carriera solista il 1973 è l’anno di Mind Games, nel quale duella nelle classifiche con tutti gli ex Beatles: Band On The Run di Paul Mc Cartney, Ringo di Ringo Starr (del quale Lennon è autore del brano principale) e Living In The Material World di Harrison.

Un album sottotono rispetto i precedenti, con le ottime Mind Games e I Know (I Know) ma poco altro; troviamo però un brano particolare che chiude il lavoro dal titolo Meat City.

la Canzone Laterale che propongo è un potente e anarchico boogie rock’n’roll con un’orgia di suoni cacofonici: riff distorti, sax, vocine modificate e addirittura un fischio di treno; il brano si discosta molto dalla produzione classica di Lennon e rappresenta la sua voglia continua di sperimentare e cercare nuove vie.

Buon ascolto da Musica Laterale!

Capitolo 14 – Antonello Venditti / Piero E Cinzia

Antonello Venditti, di scuola romana, è nell’ élite dei cantautori italiani fin dagli anni ’70. Da sempre socialmente impegnato non disdegna di cantare l’amore e descrivere con la sua potente voce ed il suo pianoforte storie di una quotidianità semplici ma allo stesso tempo affascinanti.

Nel 1984 diede alle stampe Cuore, il suo nono album che ancora oggi grazie alla splendida Notte Prima Degli Esami viene regolarmente ascoltata dai maturandi di tutta Italia ogni luglio, è un lavoro di assoluto livello. Il brano laterale che propongo è Piero E Cinzia, una semplice storia di due giovani “sposati di fretta e con un figlio in arrivo” che racconta il viaggio pieno di speranza verso il concerto di Bob Marley a Milano il 27 giugno 1980 trasformato in completa amarezza: Cinzia durante l’evento scappa da Piero che, disperato, non riesce più a trovarla.

Per comporre questa canzone Antonello si ispirò realmente a questa storia: al suo ritorno a Roma dal concerto di Marley diede un passaggio ad un ragazzo che si chiamava Piero che, disperato, gli raccontò di avere perso la sua Cinzia, da poco sua moglie, che si era dileguata fra la folla. I due erano fidanzati dai tempi della scuola e lei era incinta.

Una storia senza lieto fine e grazie alle moderne tecnologie abbiamo da poco scoperto che Piero vive da trent’anni in Brasile e di Cinzia purtroppo non abbiamo nessun riscontro.

Buon ascolto da Musica Laterale!

Capitolo 13 – Red Hot Chili Peppers / Pea

Il longevo gruppo statunitense che nel corso delle decadi ci ha regalato numerosi successi mescolando sapientemente hard rock, funk, punk e un tocco di hip hop. One Hot Minute, sesto album del Gruppo pubblicato nel 1995, contiene oltre a quelli che divennero classici come Aeroplane e My Friends un brano chiamato Pea, praticamente una demo solo voce e basso dal testo stralunato e volgare; il brano è poco più di un divertissement che in qualche modo mi ha sempre affascinato. Quando ancora creavo le musicassette da 60 o 74 con i miei brani preferiti avanzava sempre un po’ di spazio e questa ci finiva di diritto grazie alla durata di poco più di un minuto e mezzo. Sì, mi sento tremendamente vecchio.

Buon ascolto da Musica Laterale!