Capitolo 73 – Ringo Starr / Weight Of The World

Dopo John, Paul e George non potevo esimermi di inserire anche Ringo nella nostra playlist Laterale.

Ringo Starr, vero nome Richard Starkey, è un batterista, attore e cantante famoso per avere militato nei Beatles fino al loro scioglimento. Da tutti sottovalutato per il suo scarso valore compositivo (almeno per questo è scusato di fronte ai tre colleghi!) è comunque stato fonte di ispirazione per molti batteristi fra cui Dave Grohl (Nirvana e Foo Fighters); il suono pulito, semplice, “alla Ringo”, ha fatto la storia ed è stato uno dei primi cantanti/batteristi di sempre: oltre alle sole due composizioni soliste, in ogni album dei Beatles non manca un brano cantato da lui.

Il Ringo solista, nonostante una non ricchissima discografia, abbraccia più di quarant’anni e ha più destato curiosità per il suo nome e la sua pesantissima eredità che per l’effettiva qualità del suo lavoro, toccando il punto più alto con l’album Ringo del 1973 che ebbe il merito di mettere d’accordo pubblico e critica sicuramente grazie al fatto che collaborarono (seppur in separata sede) tutti e quattro i Beatles, sia per la composizione dei brani sia per gli arrangiamenti.

Il brano Laterale di oggi è onestamente stato difficile da scegliere per non incappare in troppe banalità e retaggi beatlesiani ed è ricaduto su Weight Of The World, primo singolo tratto da Time Takes Time del 1992. Le sonorità fresche, la musica leggera e la produzione curata da Jeff Lynne, importante produttore e storico fondatore della Electric Light Orchestra, hanno reso il brano un piacevole pop rock al passo coi tempi. Piccola ma necessaria digressione: Lynne iniziò la collaborazione con gli ex Beatles a partire dal 1987 con il convincente Cloud 9 di Harrison per poi continuare con il già citato Ringo e terminare all’apice della sua carriera con la monumentale Beatles Anthology, per il quale ebbe l’onore di lavorare su due brani inediti di Lennon trasformati per occasione in nuovi singoli dei Fab4 e chiudere questo momento magico con lo splendido Flaming Pie di Paul McCartney. Mica male se pensiamo che Lynne è un fan dei Beatles tanto che fu invitato nel 1968 ad assistere ad una sessione di registrazione dell’album bianco dichiarando di non aver dormito i tre giorni successivi per l’emozione.

Buon ascolto da Musica Laterale!

Capitolo 72 – Sick Tamburo / E So Che Sai Un Giorno

I Sick Tamburo nascono sulle ceneri dei Prozac+, gruppo pop punk che ebbe un buon successo ad inizio anni ’90 divenuto famoso ai più per le hit Acida e Angelo; entrambi i gruppi sono stati fondati da Elisabetta Imelio e Gian Maria Accusani, quest’ultimo autore di quasi tutte le canzoni; la nuova formazione si presenta mascherata ai primi concerti; i più attenti riconoscendo lo stile compositivo, ben presto fanno cadere l’ anonimato ma i passamontagna contraddistinguono i primi dischi della band e delle copertine degli album.  

Si aggregano alla squadra de La Tempesta Dischi, etichetta discografica fondata dai Tre Allegri Ragazzi Morti figlia di un collettivo di artisti indipendenti della vibrante scena alternativa di Pordenone e la loro musica continua fino ai giorni nostri con il nuovo singolo Per Sempre Con Me. Gianmaria ha deciso di continuare l’avventura dei Sick Tamburo a seguito della tragica scomparsa di Elisabetta, che ricordiamo sempre con un sorriso e una lacrima.

Aggiungiamo alla nostra playlist il brano E So Che Sai Un Giorno tratto dall’album A.I.U.T.O. acronimo che sta per Altamente Irritanti Umane Tecniche Ossessive del 2011. Gianmaria è un autore sensibile e dosa in maniera perfetta delicatezza e potenza in questa canzone emotiva e dal ritornello irresistibile.

Buon ascolto da Musica Laterale!

Capitolo 71 – Yellow Magic Orchestra / Solid State Survivor

Gli Yellow Magic Orchestra sono un gruppo di musica elettronica attivi dal 1978. Considerati precursori di generi quali elettropop, ambient house, synth pop, j-pop il gruppo giapponese riesce ad avere risonanza internazionale grazie al loro ricercatissimo pop creato da strumenti musicali alternativi quali sintetizzatori, drum machines, computers e sequencers e altre tecnologie (per l’ epoca) moderne e digitali.

Dal loro capolavoro Solid State Survivor del 1979 ho scelto il brano omonimo che dà il titolo all’album per la sua freschezza, per una affascinante richiamo alle composizioni di David Bowie (per non fare paragoni scomodi) e per l’irresistibile ritmo elettronico che ipnotizza e strega l’ascoltatore. Bellissimo.

Buon ascolto da Musica Laterale!

Capitolo 70 – Giuni Russo / La Sua Figura

Giuni Russo è stata una delle voci più belle del panorama musicale italiano. Dotata di un’estensione vocale capace di acuti irraggiungibili, passa con disinvoltura da leggere hit estive a musica d’autore; l’artista siciliana ha sempre puntato sulla ricerca musicale preferendo la sua crescita personale al mero successo commerciale. Appena sedicenne vince Castrocaro, un’importante kermesse musicale dedicata alle nuove voci.  Il debutto del 1975 non lascia il segno, un album in inglese Love Is A Woman, ma la vera svolta è l’ incontro con il Maestro Franco Battiato che la accoglie e per lei scrive e produce il primo lavoro, Energie del 1981.

Non mi dilungo a raccontare altro di lei, per conoscerla meglio consiglio il toccante docufilm Giuni Russo La Sua Figura con regia di Franco Battiato che apre il lavoro dicendo “questo documentario commuove, sorprende e trascina” proprio come la voce di Giuni.

Di lei la nostra playlist si arricchisce di una vera perla, La Sua Figura, brano ispirato da San Giovanni della Croce, co-fondatore insieme dell’ordine dei Carmelitani scalzi e al suo avvicinamento al misticismo cattolico. Il brano viene scartato da San Remo 1994 e viene pubblicato nell’album Se Fossi Più Simpatica   Sarei Meno Antipatica dello stesso anno. Il brano è semplice e toccante proprio come la sua incredibile voce.

Buon ascolto da Musica Laterale!

Capitolo 69 – Yoko Ono / I’m Going Away Smiling

Yoko Ono è, oltre alla seconda moglie di John Lennon, un’artista di avanguardia ahimè famosa per essere stata a detta di molti la causa della separazione dei Beatles (anche se questa diceria è stata più volte smentita, direttamente da Sir Paul McCartney). Nata da una ricca famiglia in Giappone, si trasferisce negli Stati Uniti dopo la guerra dove inizia la sua carriera bazzicando artisti e mostre, fino a ritagliarsi un posto di rilievo in questo mondo. Le sue performances ricordano quelle della più moderna Marina Abramović: in Cut Piece, ad esempio, Yoko rimane seduta in una stanza vuota e i vari visitatori devono tagliare con delle forbici un pezzo del vestito che indossa. Yoko si interessa anche di musica e ha una lunga discografia; la voce sgraziata ed acuta non piace quasi a nessuno e sono famosi i suoi urli, apparentemente senza senso, che però ad un’analisi più approfondita si scopre che appartengono all’antichissima arte teatrale giapponese, il teatro Noh. I suoi brani più famosi li troviamo in Double Fantasy del 1980, album in collaborazione con Lennon, con il quale divide a metà le composizioni quasi fosse un dialogo fra i due e per Walking On Thin Ice, tristemente famosa per essere stata l’ ultima canzone prodotta da Lennon prima del suo vergognoso assassinio.

Oggi parliamo di un brano del 2009, I’m Going Away Smiling, una ballata a dir poco bellissima. Il delicato accompagnamento del piano apre un brano intimo e toccante, e chi come me ha nel cuore John Lennon non può fare altro che provare un’empatia incredibile e commuoversi  ad ogni ascolto. Yoko parla di una vita piena e soddisfacente che pian piano sta lasciando e in questa poesia d’amore verso John è come se lo vedesse un’ultima volta, ringraziandolo, lasciando tristezza e dolore alla gratitudine.

Buon ascolto da Musica Laterale!

Capitolo 68 – Jovanotti / I Giovani

Parlare di Lorenzo Cherubini mi è difficile: non lo stimo particolarmente come artista anche se un paio di brani non mi dispiacciono. Dopo l’imbarazzante inizio di carriera con gli album Jovanotti For President e e La Mia Moto abbraccia il rap e matura in maniera esponenziale come cantautore (non che ci volesse molto eh..) fino ad arrivare ai giorni nostri con album pop con i quali inanella successi a ripetizione anche grazie a musicisti di assoluto rilievo che aiutano la produzione e, parzialmente, coprono la sua voce non prprio intonata.

Il brano laterale che propongo oggi, dalla durata di poco più di un minuto, si chiama I Giovani, un piacevole riempitivo tratto da Lorenzo 1994, un disco pop/rap arrivato addirittura quinto nella lista dei 100 migliori album italiani secondo Rolling Stone. Tentando invano di capire il criterio di valutazione per questi tipi di classifiche non posso fare altro che lamentarmi da buon boomer..

Buon ascolto da Musica Laterale!

Capitolo 67 – The Doors / Paris Blues

I Doors sono stati un gruppo statunitense di rock psichedelico attivo dal 1965 al 1973 legati al loro carismatico leader Jim Morrison che nel corso degli anni è diventato leggenda, grazie alle sue provocatorie performances dal vivo, dall’innata capacità di intrattenere e dalla sua morte ancora oggi oggetto di misteri e discussioni, arricchendo la lista del “club 27”, ovvero artisti prematuramente scomparsi durante appunto il ventisettesimo anno di vita. Il nome del gruppo è stato ispirato al racconto Le Porte Della Percezione di Aldous Huxley che tratta delle sue esperienze con i peyote, funghi contenenti mescalina, una potente droga allucinogena. La musica dei Doors, un sapiente mix di jazz, blues e rock psichedelico è ipnotica e quasi dall’aurea magica grazie alle poesie di Morrison musicate dal compositore e chitarrista Robby Krieger, dal tastierista Ray Manzarek e dal batterista John Densmore. Per entrare nella leggenda sono bastati sei album prodotti fra il 1967 e il 1971, omettendo di proposito i due lavori prodotti senza Morrison a seguito del suo decesso, criticati dalla maggior parte dei fans. Gli amici di Orrore A 33 Giri hanno recensito questi lavori come al solito con occhio critico e dannatamente preciso. Seguirono varie “reunion” nel corso degli anni e una vagonata di lavori postumi, fra cui spicca An American Prayer del 1978 nel quale i tre superstiti musicano poesie recitate dalla voce di Jim. Un mezzo album insomma, che riscosse comunque un discreto successo.

Il brano Laterale di oggi non è presente nelle 23 (!) raccolte uscite negli ultimi cinquant’anni ma è un inedito uscito l’anno scorso chiamato Paris Blues. Se il brano onestamente non è granché per lo standard del gruppo essendo stato scartato dall’album L.A. Woman del 1971, la sua storia ha dell’incredibile: in tanti sapevano dell’esistenza del brano, fan compresi, e il master originale purtroppo è andato perso. L’ unica registrazione sopravvissuta è una cassetta consegnata a Ray Manzarek (per il dovere di cronaca venuto a mancare nel 2013) finita nelle grinfie del figlio Pablo che usò la cassetta per registrarci sopra. Il brano così risulta interrotto da versi di un bambino di 5 o 6 anni che voleva divertirsi con il registratore di papà. Complici le tecnologie moderne e l’ennesimo raschiamento del fondo del barile il 14 settembre 2002 esce finalmente questo brano in un vinile a tiratura limitata e sulle piattaforme streaming.

Buon ascolto da Musica Laterale!

Capitolo 66 – I Micronauti / Daitarn III

A cavallo degli anni ’70 e ‘80 la scena musicale italiana trova il suo punto massimo sia dal lato cantautorale, per album bellissimi e divenuti immortali, sia per la minuziosa produzione delle sigle per i cartoni animati che come qualità e quantità non hanno nulla da invidiare alle hit del tempo, tanto che in diversi casi nelle classifiche dei singoli più venduti troviamo brani proprio di questo genere. Per la maggior parte delle volte i gruppi che cantano questi brani sono pseudonimi con autori e produttori di grande spessore, come Vince Tempera, Augusto Martelli o gli immensi fratelli Guido e Maurizio De Angelis. Oggi parliamo di un brano dei Micronauti dove si celano il già citato Vince Tempera e Giancarlo Balestra, membro del gruppo Fratelli Balestra attivissimi negli anni ’80 proprio incentrata nella produzione di colonne sonore e musiche per bambini, ben prima dell’egemonia di Cristina D’Avena e successivamente di Giorgio Vanni.

I Micronauti, durati giusto il tempo di incidere tre sigle dei cartoni animati nel 1980, hanno creato una hit indimenticabile con un tiro assurdo e un giro di basso semplicemente perfetto: Daitarn III. A mio modestissimo parere è una delle più belle sigle di sempre, forse non esattamente un brano Laterale ma in qualche modo da riscoprire e soprattutto da ascoltare a tutto volume!

Buon ascolto da Musica Laterale!