Capitolo 11 – Francesco Guccini / Il Sociale E L’Antisociale

Ho assistito a tre concerti di Francesco Guccini nella mia vita, due li ricordo perché avevo una ventina d’anni ma il primo non ero ancora nato; mia madre incinta di 7 mesi andò infatti al suo ultimo concerto prima di diventare madre nel lontano 1979. Sono sicuro che non sono l’unico: da sempre cantante schierato e transgenerazionale ha fatto parte di un mondo che non c’è più e che a chi ha passato gli anta manca ogni singolo giorno.

Da Folk Beat N.1, primo lavoro datato 1967 e famoso per Noi Non Ci Saremo e soprattutto In Morte di S.F. che è sempre stata suonata per aprire i suoi concerti, troviamo un brano “doppio”, Il Sociale E L’Antisociale.

L’ Italia a fine anni ’60 stava iniziando la sua grande trasformazione, gli anni irripetibili del boom economico stavano lasciando ripercussioni sociali pesanti, il ’68 era alle porte e tutte le arti fra cui naturalmente la musica furono influenzate in maniera davvero marcata. Era l’inizio del periodo d’oro dei cantautori che parlavano di politica e di ciò che sentivano dentro.

Francesco con il suo disco d’esordio strizza l’occhio oltremanica, prendendo Bob Dylan come riferimento. Il brano che proponiamo è acustico, semplicemente voce e chitarra, ed è l’unione di due canzoni. La prima parte è il sociale, odia la vita “fatta a scandali e cambiali” e per la seconda parte, l’antisociale, si trasforma in un menestrello, dove canta “non conta l’astinenza, basta ci sia soltanto l’apparenza”. Un grazie particolare ad Enzo che ha segnalato questa chicca.

Buon ascolto da Musica Laterale!