Capitolo 76 – Gianna Nannini / Morta Per Autoprocurato Aborto

Gianna Nannini, oltre a sorella maggiore del pilota Alessandro è nipote di Guido, storico fondatore della pasticceria di Siena che ancora oggi ha il loro cognome; la leggenda narra che la sua voce roca è stata causata da un incidente nella fabbrica familiare nella quale perde due falangi a causa di un incidente con un macchinario, urlando così forte da rovinare per sempre le corde vocali; curioso il fatto anche il fratello nel 1990 ha un terribile incidente nel quale l’elicottero di proprietà a seguito di un errato atterraggio lo sbalza fuori dall’abitacolo e l’elica trancia di netto il suo braccio. Mentre ad Alessandro riescono a riattaccare il braccio le povere falangi di Gianna sono state ritrovate solo il giorno dopo. Si, a Gianna mancano due falangi e no, non sono finite nei biscotti.

Conosciamo Gianna Nannini come cantante pop dal grande successo da metà anni ’80 con il brano Fotoromanza fino ai giorni nostri, resistendo all’avvento della musica liquida e ai tormentoni usa e getta dei vari social, ma i primi tre lavori prodotti fra il 1976 e il 1979 sono qualcosa di straordinario per la qualità dei brani, per i testi profondi e e per una maturità di scrittura davvero notevole: a soli 22 anni è già una fuoriclasse.

Il brano Laterale scelto fa parte dell’omonimo album di esordio, Morta Per Procurato Aborto. Il titolo, letteralmente un pugno in faccia, è del 1976. Si, 1976, due anni prima del referendum sull’aborto. Il brano è emozionante e la semplice esecuzione voce e piano investe l’ascoltatore di dolore, malinconia e un senso di angoscia che raramente si può associare ad una semplice canzone.

Buon ascolto da Musica Laterale!

Capitolo 73 – Ringo Starr / Weight Of The World

Dopo John, Paul e George non potevo esimermi di inserire anche Ringo nella nostra playlist Laterale.

Ringo Starr, vero nome Richard Starkey, è un batterista, attore e cantante famoso per avere militato nei Beatles fino al loro scioglimento. Da tutti sottovalutato per il suo scarso valore compositivo (almeno per questo è scusato di fronte ai tre colleghi!) è comunque stato fonte di ispirazione per molti batteristi fra cui Dave Grohl (Nirvana e Foo Fighters); il suono pulito, semplice, “alla Ringo”, ha fatto la storia ed è stato uno dei primi cantanti/batteristi di sempre: oltre alle sole due composizioni soliste, in ogni album dei Beatles non manca un brano cantato da lui.

Il Ringo solista, nonostante una non ricchissima discografia, abbraccia più di quarant’anni e ha più destato curiosità per il suo nome e la sua pesantissima eredità che per l’effettiva qualità del suo lavoro, toccando il punto più alto con l’album Ringo del 1973 che ebbe il merito di mettere d’accordo pubblico e critica sicuramente grazie al fatto che collaborarono (seppur in separata sede) tutti e quattro i Beatles, sia per la composizione dei brani sia per gli arrangiamenti.

Il brano Laterale di oggi è onestamente stato difficile da scegliere per non incappare in troppe banalità e retaggi beatlesiani ed è ricaduto su Weight Of The World, primo singolo tratto da Time Takes Time del 1992. Le sonorità fresche, la musica leggera e la produzione curata da Jeff Lynne, importante produttore e storico fondatore della Electric Light Orchestra, hanno reso il brano un piacevole pop rock al passo coi tempi. Piccola ma necessaria digressione: Lynne iniziò la collaborazione con gli ex Beatles a partire dal 1987 con il convincente Cloud 9 di Harrison per poi continuare con il già citato Ringo e terminare all’apice della sua carriera con la monumentale Beatles Anthology, per il quale ebbe l’onore di lavorare su due brani inediti di Lennon trasformati per occasione in nuovi singoli dei Fab4 e chiudere questo momento magico con lo splendido Flaming Pie di Paul McCartney. Mica male se pensiamo che Lynne è un fan dei Beatles tanto che fu invitato nel 1968 ad assistere ad una sessione di registrazione dell’album bianco dichiarando di non aver dormito i tre giorni successivi per l’emozione.

Buon ascolto da Musica Laterale!

Capitolo 67 – The Doors / Paris Blues

I Doors sono stati un gruppo statunitense di rock psichedelico attivo dal 1965 al 1973 legati al loro carismatico leader Jim Morrison che nel corso degli anni è diventato leggenda, grazie alle sue provocatorie performances dal vivo, dall’innata capacità di intrattenere e dalla sua morte ancora oggi oggetto di misteri e discussioni, arricchendo la lista del “club 27”, ovvero artisti prematuramente scomparsi durante appunto il ventisettesimo anno di vita. Il nome del gruppo è stato ispirato al racconto Le Porte Della Percezione di Aldous Huxley che tratta delle sue esperienze con i peyote, funghi contenenti mescalina, una potente droga allucinogena. La musica dei Doors, un sapiente mix di jazz, blues e rock psichedelico è ipnotica e quasi dall’aurea magica grazie alle poesie di Morrison musicate dal compositore e chitarrista Robby Krieger, dal tastierista Ray Manzarek e dal batterista John Densmore. Per entrare nella leggenda sono bastati sei album prodotti fra il 1967 e il 1971, omettendo di proposito i due lavori prodotti senza Morrison a seguito del suo decesso, criticati dalla maggior parte dei fans. Gli amici di Orrore A 33 Giri hanno recensito questi lavori come al solito con occhio critico e dannatamente preciso. Seguirono varie “reunion” nel corso degli anni e una vagonata di lavori postumi, fra cui spicca An American Prayer del 1978 nel quale i tre superstiti musicano poesie recitate dalla voce di Jim. Un mezzo album insomma, che riscosse comunque un discreto successo.

Il brano Laterale di oggi non è presente nelle 23 (!) raccolte uscite negli ultimi cinquant’anni ma è un inedito uscito l’anno scorso chiamato Paris Blues. Se il brano onestamente non è granché per lo standard del gruppo essendo stato scartato dall’album L.A. Woman del 1971, la sua storia ha dell’incredibile: in tanti sapevano dell’esistenza del brano, fan compresi, e il master originale purtroppo è andato perso. L’ unica registrazione sopravvissuta è una cassetta consegnata a Ray Manzarek (per il dovere di cronaca venuto a mancare nel 2013) finita nelle grinfie del figlio Pablo che usò la cassetta per registrarci sopra. Il brano così risulta interrotto da versi di un bambino di 5 o 6 anni che voleva divertirsi con il registratore di papà. Complici le tecnologie moderne e l’ennesimo raschiamento del fondo del barile il 14 settembre 2002 esce finalmente questo brano in un vinile a tiratura limitata e sulle piattaforme streaming.

Buon ascolto da Musica Laterale!

Capitolo 62 – Smashing Pumpkins – Hooray!

Gli Smashing Pumpkins sono un gruppo statunitense capitanato dal padre-padrone Billy Corgan, autore di quasi tutti i brani; attivi dai primi anni ’90,  il loro particolare rock alternativo è un riuscito mix di gothic, dream pop ed elementi di rock psichedelico che raggiunse un successo mondiale grazie a Mellon Collie And The Infinite Sadness, un doppio album semplicemente perfetto con brani entrati nella storia della musica. La formazione nel corso degli anni è cambiata più volte con una pausa dal 2000 al 2005 nella quale Corgan provò dapprima a creare un nuovo gruppo, gli Zwan, insieme al batterista Jimmy Chamberlin anche lui ex Pumpkins ed in seguito ad esordire con scarsi risultati come solista. L’album del ritorno, Zeitgeist è datato 2006 e nonostante le mie aspettative fossero sotto lo zero mi sorprese per Tarantula, un potente brano rock, e Bring The Light. L’album purtroppo non è presente sulle piattaforme di streaming e ci dobbiamo accontentare dei video caricati da Youtube.

Dopo altri album a dire il vero piatti e senza grandi idee a fine 2022 il gruppo prova a tornare alla ribalta con quello che secondo l’idea del prolifico Corgan è il seguito di Mellon Collie: la prima parte di ATUM, monumentale lavoro diviso in 3 atti da 11 brani, è semplicemente bruttino e senza sussulti di sorta. Le zucche sono state massacrate da buona parte di critica e pubblico per questo lavoro che non è né carne né pesce, quasi senza direzione. C’è però un brano che spicca per essere senza senso, un divertissement che suona come un videogioco anni ’80, Hooray!, che entra di diritto nella nostra playlist. Il brano Laterale più recente del blog, datato 2022, è talmente fuori luogo, brutto ed assurdo da aver fatto il giro ed arrivare quasi (quasi eh!) a piacermi.

Buon ascolto da Musica Laterale!

Capitolo 60 – The Thermals / A Pillar Of Salt

Oggi è il turno della band indie rock sciolta nel 2018, gli statunitensi The Termals.

Il gruppo con qualche cambiamento di componente è stato attivo dal 2003 e la loro musica, un elegante pop ricoperto di chitarre elettriche che possono ricordare i Green Day, è valida ed immediata; oggi proponiamo la loro potentissima e pulita A Pillar Of Salt tratta dall’album The Body, The Blood, The Machine del 2006 pubblicato dalla mitica Sub Pop Records diventata famosa per avere scritturato quelli che divennero mostri sacri nella scena musicale mondiale come Nirvana e Soundgarden.

Si, un’altra band passata ingiustamente nel dimenticatoio e che avrebbe senz’altro meritato più visibilità.

Buon ascolto da Musica Laterale!

Capitolo 53 – Giorgio Canali / Questa No

Giorgio Canali è un tecnico del suono, produttore, chitarrista e cantautore molto conosciuto nel rock alternativo italiano sia per la sua militanza come chitarrista nell’ultimo periodo dei CCCP, in seguito diventati CSI e successivamente PGR e per il suo progetto Rossofuoco, ovvero la sua band di supporto. Le sue produzioni sono potenti e di classe, quasi non sembra di ascoltare musica italiana per la raffinatezza degli arrangiamenti, forse anche alla sua lunga permanenza in Francia lunga un decennio, durante collabora fra le tante attività con i Noir Désir, gruppo rock alternativo francese che ebbe un buon successo con Le Vent Nous Portera anche in Italia.

Oggi proponiamo Questa No, una canzone d’amore delicata e potente, ottima ballata rock che chiude l’album Giorgio Canali & Rossofuoco del 2004

Buon ascolto da Musica Laterale!

Capitolo 46 – Gianluca Grignani / Qualcosa Nell’Atmosfera

Non potendo esimermi dalla kermesse italica più apprezzata (forse perché l’unica rimasta), guardando l’ elenco dei partecipanti per i vecchietti come me sembra di essere tornati negli anni ’90 con gli articolo 31, Paola e Chiara, Giorgia e Gianluca Grignani. Proprio di quest’ultimo parleremo oggi, arricchendo la nostra proposta Laterale, che in questi giorni ha presentato il brano Quando Ti Manca Il Fiato.

Gianluca Grignani è letteralmente esploso nel 1995 con l’album Destinazione Paradiso, lanciato grazie alla partecipazione a San Remo con il brano omonimo che a dispetto di un insulso sesto posto riesce a vendere una cifra spropositata di dischi, anche grazie all’album tradotto in spagnolo per il mercato sudamericano, e a far innamorare migliaia di adolescenti. Gli elogi si sprecano, Mogol addirittura lo paragona ad un piccolo Battisti, ma scompare, così, di botto, senza senso. Gira addirittura voce che sia morto di overdose, ma l’anno successivo torna con La Fabbrica Di Plastica, un album quasi (molto quasi) rock alternativo che fa ancora discutere oggi se è un capolavoro tanto da essere stato definito da alcuni il The Bends italiano o un disco tutto sommato puramente commerciale con qualche schitarrata qua e là. Consiglio a tal proposito il podcast Infedeli Alla Linea, nel quale il lavoro viene analizzato minuziosamente. Gianluca va contro il produttore Massimo Luca facendo di testa sua, uccidendo il ragazzo belloccio e pulito del lavoro precedente presentandosi con i capelli colorati e uno stile fra il cupo e l’incazzato. Commercialmente l’album risulta un flop, un tonfo che ha fatto rumore tanto da considerare l’artista finito: praticamente un Cassano,un Balotelli o un più recente Zaniolo in versione musicale.

Da allora ne è passato di tempo e fra uno scandalo e l’altro, alcuni singoli più o meno di successo e qualche greatest hits di troppo è rimasto legato a doppio filo con Sanremo tentando ogni volta di rilanciare la sua carriera. Vedremo che succederà con Verde Smeraldo, il lavoro di prossima uscita.

Ah quasi mi scordavo del Brano Laterale! Dalla Fabbrica Di Plastica proponiamo Qualcosa Nell’ Atmosfera, presente come ghost track nella versione CD, un validissimo e robusto rock; è incomprensibile che sia stata usata quasi come uno scarto in quanto regge senz’altro il confronto con i migliori brani di questo lavoro.

Buon ascolto da Musica Laterale!

Capitolo 42 – Tre Allegri Ragazzi Morti / Volo Sulla Mia Città

Ho conosciuto i TARM grazie alla copertina del loro primo lavoro, Piccolo Intervento A Vivo del 1997. Per la prima e unica volta in vita mia ho comprato un CD solo perché la copertina mi sembrava bella, con quei tre scheletri in bella vista. Scoprii in seguito che il cantante e leader, Davide Toffolo, è anche un ottimo ed apprezzato fumettista. Dapprima esponenti di rilievo nella musica alternativa con il loro garage all’italiana si sono con il tempo affinati passando dal pop/rock al rock con influenze latino americane, dal reggae al dub più spinto fino ad arrivare all’hip hop con l’ultimo lavoro Meme K Ultra. Un percorso non ancora terminato  che sicuramente ci regalerà ancora nuove evoluzioni ed emozioni.

Oggi parliamo di La Testa Indipendente del 2001, terzo lavoro più maturo e più curato negli arrangiamenti rispetto ai due lavori precedenti.

Volo Sulla Mia Città è un potente rock con un riff irresistibile e una melodia semplice ed efficace; mi piace immaginare che se fosse stata proposta a gruppi pop punk statunitensi (chi ha detto Green Day?) sarebbe diventata una hit mondiale (giudizio squisitamente personale)

Buon ascolto da Musica Laterale!

Capitolo 38 – Jimi Hendrix / May This Be Love

Jimi Hendrix è stato uno dei più grandi chitarristi di sempre e deve la sua fama alla sua tecnica che rivoluzionò il modo di suonare la chitarra e riuscì con soli tre album all’attivo ad evolvere il rock portando ruthm & blues, psichedelia e hard rock. Rimane nell’immaginario collettivo per l’epica reinterpretazione rock dell’inno degli Stati Uniti chiudendo il mitico Woodstock del 1969, storpiandolo e usando il feedback della chitarra al fine di simulare il suono delle bombe yankee sganciate a miliardi nella giungla vietnamita: una fortissima presa di posizione contro la guerra in Vietnam che gli provocò addirittura minacce di morte.

Are You Experienced è l’ album di debutto per la band anglo-americana The Jimi Hendrix Experience che contiene perle assolute come Hey Joe, Purple Haze, Foxey Lady o Fire: l’ascolto dovrebbe essere obbligato per tutti gli amanti della buona musica. Oggi ho scelto May This Be Love, brano Laterale fresco e leggermente psichedelico, una dolce ballad con uno splendida conclusione in un assolo di chitarra.

Buon ascolto da Musica Laterale!

Capitolo 16 – Кино / Хочу  Перемен

Cosa sappiamo della musica sovietica? Inno a parte, sopravvissuto con il testo riveduto e corretto anche ai giorni nostri, e il mitico coro dell’Armata Rossa davvero poco.

Tralasciando la politica che a noi proprio non interessa, gli anni ’80 sovietici sorprendentemente sono simili ai nostri: il mondo era diviso in due e i mondi paralleli hanno avuto per la musica alcuni punti in comune, come nel nostro caso il punk rock e la voglia di un mondo migliore.

I Kino, gruppo capitanato da Виктор Робертович Цой (traslitterato Viktor Robertovič Tsoi), sono la massima espressione del rock sovietico degli anni ’80 che non ha nulla da invidiare alle controparti anglosassoni o statunitensi; si sono formati a Leningrado (oggi San Pietroburgo ma per qualche mistero di codici internazionali l’aeroporto cittadino è ancora oggi chiamato LED) e hanno coperto prima con punk poi con rock sempre più sofisticato e prodotto con più cura tutti gli anni ’80 per poi sciogliersi ufficialmente nel 1990 a causa della tragica scomparsa di Tsoi a soli 28 anni, vittima di un incidente stradale ma voci dicono sia stato assassinato addirittura dal KGB, la terribile polizia segreta sovietica, per le sue posizioni politiche e forse anche per il il brano Хочу  Перемен (Hochu Peremen, ovvero Voglio Cambiamenti, un grazie alla pagina Instagram russisti anonimi per la traduzione!) divenuto un vero e proprio inno della morente Unione Sovietica. I Kino e la loro musica furono uno specchio della realtà sociale dei giovani che subirono da lì a poco cambiamenti radicali nella loro società. Per capire l’importanza del gruppo possiamo considerare il carismatico Tsoi un ibrido fra Bob Dylan, Jim Morrisson e Curt Kobain per non fare paragoni scomodi.

Dopo questo doveroso preambolo il brano scelto, che alle nostre orecchie occidentali è semi sconosciuto ma famosissimo da Mosca a Vladivostok, è proprio Хочу  перемен

Buon ascolto da Musica Laterale!